lunedì 9 dicembre 2013

Domeniche e wish list

Domenica sera. Momento in cui, drammaticamente, metti a paragone “quello che avresti dovuto fare” a “quello che hai realmente fatto”.  
Avresti dovuto: studiare, pulire casa, fare quella lavatrice che da giorni ti dice “guarda che non mi farò da sola” e studiare e ancora studiare. E quello che hai fatto: spegnere la sveglia, ripetutamente, pranzare alle 3, fissare gli appunti per tempi infiniti sperando di apprendere per osmosi. Uscire alla ricerca di un supermercato aperto, consapevole che non ne avresti trovato nemmeno uno, qui la domenica è domenica per tutti, e realizzare che in realtà la ricerca del supermercato era semplicemente una scusa in più per posticipare. Avresti voluto andare a correre, ma in realtà hai preso un oki e aggiunto un maglione, perché si sa che io e l’inverno non siamo propriamente compatibili.


E poi in un attimo, senza nemmeno accorgertene ti ritrovi a vagare su siti di e-commerce, a segnare tutti i regali che vorresti ricevere e che potresti fare, a stilare infinite whist list natalizie, e a desiderare una cioccolata calda insieme al tuo terzo maglione, un pomeriggio con le mani sporche di farina, le tue migliori amiche in cucina e la casa che sa di zenzero e cannella.



Ma cioccolata calda non c’è, in realtà non esiste più alcuna forma glucidica in casa tua dopo l’ultimo attacco salutistico al supermercato. e continui la lista e in questa lista rientrano libri, film, scarpe e vestiti. spuntano da ogni dove non riesco più a tenerne il conto.

Un pigiama, uno di Victoria Secret, consapevole che la vestibilità non sarà proprio uguale a quella di un angelo ma perché non provare a sentircisi almeno un po’.



Un libro, il sequel de “Il diavolo veste prada”, perché mi riporta immediatamente ai 15 anni, ad Anna Wintour e ad una meravigliosa Anne Hathaway, che anche se le critiche sono tutte concordi nel dire che quel libro sta meglio su uno scaffale io lo voglio su uno scaffale di camera mia.




Un'agenda, una di 13sedicesimi, personalizzata nella carta, nel colore, perché la rilegatura è studiata per evitare tutto ciò che io detesto di un'agenda e perché l’avorio delle pagine ti invita a non staccare mai la penna dal foglio. perché amo le agende i taccuini e i quaderni, perché alcune cose devono essere scritte per rimanere soltanto tue.


Un paio di occhiali da sole in legno, di Shwood, perché fa moda si ma perché sono eleganti lineari e puliti, solo legno lavorato e una lente scura.



Anelli, come se il numero di dita fosse infinito. E non necessariamente quelli di Zaha Hadid, o se proprio volete anche quelli, ma in ogni caso anelli. Lineari, ingombranti, di bigiotteria o preziosi. Di metallo pietre legno o alluminio. Anelli.




Una maschera, un fondotinta o un correttore. Leggeri come acqua e morbidi come seta, che non devi controllare l’ombreggiatura ogni 20 minuti. Perché un correttore e un mascara ti cambiano la giornata.



Domenica. Per una giornata che finisce una wish list che continua.